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La pratica delle cerimonie nello Zen Sōtō
di Erto Taigō Fumagalli
La vita quotidiana in un monastero (Senmon Sodo in giapponese), che la tradizione Zen Sōtō ha concepito per formare i propri ministri di culto, è descritta nei manuali “Dell’esercizio di un giorno” (Gyoji Kihan) e “Della Pratica nel Sodo” (Sodo No Gyoji).
Dalla sveglia, all’alba, fino alla chiusura della giornata, al crepuscolo, la comunità monastica procede secondo un programma prestabilito di azioni e posture che si compiono nel tempo, scandito da specifici strumenti (campane, campanelle, gong, tamburi, legni) e in luoghi specifici (dormitori, bagni, Sodo, Sala del Dharma, cucine).
Sedere in Zazen (darsi la forma del Buddha) è il cuore irrinunciabile della pratica Zen, non per questo ciò che lo precede e lo segue è da meno: lavarsi, vestirsi, mangiare, lavorare, recitare la parola del Buddha è vivere secondo lo stile dei Buddha-Patriarchi.
Di fatto, ogni azione compiuta, ogni parola proferita, ogni pensiero pensato, sono l’espressione di un impianto liturgico che fa sì che il Risveglio si attui nell’Esercizio e l’Esercizio nel Risveglio sostenuti dallo spirito che non ricerca il profitto personale, ma il Bene per tutti gli Esseri nella più pura tradizione mahayanica che prevede il dono di sé e la rinuncia ai meriti che ne conseguono, dedicandoli al prossimo.
In un Senmon Sodo, tutto è predisposto e pensato per vivere la vita quotidiana nel dono di sé, anche le cerimonie ne sono un’espressione: recitare la parola del Buddha (Sutra) o sacre formule (Dharani) o versi poetici; offrire incenso, lumi, fiori, cibo, bevande o prosternazioni, sono azioni che generano meriti spirituali (kudoku) da trasferire, in forma rituale (ekō) con versi formali (ekōmon), ai Buddha dei tre tempi, agli Arhat, all’Abate fondatore e ai suoi successori, alle divinità protettrici del tempio e ai suoi sostenitori, ai monaci e ai fedeli laici defunti, ma anche agli spiriti famelici o agli abitanti degli inferni.
La liturgia Sōtō Zen si compone di un vasto panorama di riti che vengono celebrati dai monaci e dai laici in gruppo o singolarmente, quotidianamente, mensilmente o annualmente.
Quella quotidiana, standard e di gruppo, si compone di:
. recitazione dei versi per indossare il Kesa (Takkesa ge) alla fine dello Za zen nel Sodo.
. ufficio mattutino (Chōka fugin) nella Sala del Dharma, seguito, nel Sodo, dalla recitazione dei versi devozionali al proprio lignaggio (Shitsunai Kankin).
. recitazione dei versi (Gyōhatsu nenju) prima del pasto formale nel Sodo.
. ufficio del mezzogiorno (Nitchū fugin) nella Sala del Dharma.
. ufficio della sera (Banka fugin) nella Sala Dharma. |

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