Fotografia
« Il fotografo » è il titolo di un film che non è mai stato girato, peggio, non è mai stato scritto.
La scena che più colpirebbe è quella in cui il protagonista infila le curve del San Bernardino sulla sua Aermacchi 250cc, sfiorando la carreggiata prima con il ginocchio destro e poi con quello sinistro e così via fino al rettilineo in discesa che porta alla galleria oltre la quale Roveredo ti accoglie con le sue quattro chiese a disposizione non solo dei credenti cattolici. Di tanto in tanto, proprio lì, ti accoglie anche la pattuglia della polizia cantonale grigionese….
« Alt », segnala con la mano destra uno dei due pattugliatori, invitando il centauro ad accostare. « Patente e documenti », intima l'altro.
« Eccoli », togliendoli dalla tasca interna del « chiodo ». « Zanetta, Alo Zanetta….facciamo le corse ? Qui non siamo a Le Mans, siamo nel
Grigioni ! » Ossserva attentamente i documenti e… « ma questa fotografia non corrisponde, non le assomiglia per niente… » e, rivolgendosi al collega «…guarda, guarda, non é lui...sta a vedere che ha falsificato i documenti ! ». Alo si guarda intorno e il paesaggio invernale gli ricorda i versi di Tôzan Ryôkai Daioshô :
“Neve nella ciotola d'argento,
un airone nella luce della luna si cela.
Anche se simili li vedi, uguali non sono;
se indistinti li vedi, differenti sono.
Le parole, la Mente non esprimono,
ma nel momento cruciale, la rivelano.
…..
Nel buio della notte, risplende chiaramente;
nella luce dell'alba si nasconde.
D'ogni cosa è norma, libera dalle pene chi ne fa uso.
…..
Tu non sei la Mente, ma in verità la Mente sei tu,
così come quando nello specchio prezioso
forma e riflesso si guardano.”
…e Alo, dipinto il volto con il suo disarmante sorriso, azzarda: “Ma certo, io sono la foto, ma la foto non è me…”. “Zanetta” sussulta il pattugliatore “facciamo lo spiritoso, guardi che la impacchettiamo!”
“Sono un fotografo… guardi ho qui il mio apparecchio…le faccio vedere…guardi qui nello schermo…si vede il campanile, l'originale è uguale a questo, ma questo non è uguale all'originale…”. “Antonio, questo è matto! Ritiro immediato della patente e cinquecento franchi di multa e può essere contento che non gli faccio vedere il sole a quadratini”.
Alo, toglie la chiave dal contatto e si allontana con la contravvenzione. Si gira per dare un'occhiata alla sua Aermacchi 250cc, prende l'apparecchio e scatta alcune foto. Un jet sfreccia altissimo nel cielo, sensazione di viscido sotto il piede destro, ma che odoraccio…”merda ci son finito dentro”.
Al mio più caro cugino-non-cugino
Erto Taigō Fumagalli